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Innov-action: storie di innovazione

 DI COSA SI TRATTA

L’open innovation? “E’ un paradigma che afferma che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche”: così scriveva nel 2006 l’“inventore” dell’open innovation, l’economista Henry Chesbrough.

Abbiamo dedicato al tema un workshop con storie di innovazione digitale nelle imprese e startupper. Tra i protagonisti dell’incontro che hanno portato la loro esperienza, Alberto Fioravanti (Founder e Presidente Digital Magics Spa), che ha raccontato questo nuovo modo di fare azienda, “anche innovando attraverso formazione, call for ideas, hackaton”.

Secondo Paolo Barbatelli (Chief Innovation Officer & Board Member, Gruppo Rold), invece, coraggio e strategia sono i principali ingredienti dell’innovazione: “Coraggio, nel nostro caso – ha detto – significa anche dedicare una figura apicale in modo specifico all’innovazione”.

Nel caso di Italtel, rappresentata nell’occasione da Luca Ferraris, Head of Strategy – Innovation & Communication, tutto è partito da un forte bisogno di rinnovare l’offerta dell’azienda: “Il modello di permeabilità esterno – interno tipico dell’open innovation – ha detto Ferraris – ha portato a risultati importanti”.

Non si tratta solo di tecnologia ma soprattutto di scouting e partnership strategiche per creare valore e nuovi modelli di business”: questa invece la visione di open innovation di Openjobmetis SpA, raccontata da Elisa Fagotto, Head of Open Innovation del Gruppo.

Hanno completato l’incontro alcune storie di startup digitali, come Bandyer di Filippo Rocca, piattaforma per la condivisione delle capacità nata in Silicon Valley, e Foodscovery di Fabio Di Gioia, un marketplace per l’accesso ai piccoli produttori.

 

Protagonista anche una startup “made in LIUC”, ovvero Shakejob, app di Openjobmetis che nasce dal bisogno di flessibilità tipico del settore della ristorazione combinato alla necessità di impiegare personale selezionato e dare un supporto concreto in un mondo del lavoro in continua evoluzione. I tre giovani startupper, gli studenti LIUC Alberto Brianza, Alessandro Eugenio Roveda e Carlo Gravina, hanno illustrato il progetto, nato proprio come utile strumento per contrattualizzare le prestazioni occasionali.

“Con questo incontro – spiega il nostro Vice Presidente LIUC Alumni, Luca Cremonaabbiamo continuato un percorso che coinvolge i nostri associati in occasioni di crescita e confronto. Non solo abbiamo ascoltato le storie di imprese innovative che ‘fanno scuola’, ma abbiamo avuto anche l’opportunità di fare networking per rinsaldare le relazioni professionali e personali che sono alla base del nostro sodalizio”.

 RASSEGNA STAMPA

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